8 Novembre 2009 di polly5vm
“Molti vivono la vita così come dice il De Mello:
La vita è quella cosa che gli accade per caso, mentre sono preoccupati a fare molti altri progetti.
Per le persone distratte, la vita passa e tutto finisce.
Altri vivono la vita come un viaggio in pulmann: finestrini ben chiusi perché c’è l’aria condizionata, tendine bene abbassate, che riparano dal sole, discutono, discutono e arrivano alla fine del viaggio senza aver visto nulla.
Per la terza categoria di persone la vita è come uno specchio: ti sorride se le sorridi e questa è la santità.”
Don Vittorio Vinco
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7 Novembre 2009 di polly5vm
Mi piacerebbe scrivere tante belle cose, farvi commuovere descrivendovi l’amore che provo per questo figlio così “particolare e unico” quello del:
“Mamma è mio dovere dirvi sempre di NO“
ma per non scadere nel banale, nel retorico, mi limiterò a fargli gli auguri
Tanti auguri Federico per i tuoi 13 annni!!!
Oggi niente festa, niente torta, niente di niente……. così ha deciso!
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2 Novembre 2009 di polly5vm
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Quest’uomo è un grande: Carlos Gonzales!
Consiglio vivamente questa lettura che si pone nell’ottica di stare dalla parte del bambino.
Gonzales smentisce e critica qualsiasi metodo contro-natura, rifiuta di vedere il bambino come un piccolo tiranno, capriccioso e manipolatore, al contrario lo considera un essere dipendente, indifeso ma soprattutto BUONO che deve essere cresciuto nella sicurezza dell’affetto, del contatto fisico, dell’abbraccio.
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1 Novembre 2009 di polly5vm
A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.
Alda Merini
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1 Novembre 2009 di polly5vm
Commentando un post nel blog di Diemme (mia musa ispiratrice di questi ultimi tempi, bloggeristicamente parlando e che ringrazio pubblicamente), mi è tornata alla memoria una frase che ho letto da qualche parte nel web e, ricercando con google, scopro essere di Henri Lacordaire.
La riporto perché davvero mi piace molto:
Vuoi essere felice per un istante? Vendicati
Vuoi essere felice per sempre? Perdona
Vuoi guarire dal male che hai dentro? Dimentica
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30 Ottobre 2009 di polly5vm
La Giunti Editore ha appena lanciato una collana dedicata al mondo di adolescenti e young adults.
Y tratta temi forti riguardanti l’adolescenza, come la violenza sessuale, il rapporto con il proprio corpo, la sessualità e molto altro.
Mi ha scritto un redattore della Giunti per segnalarmi che la Y ha esordito il 14 ottobre con il cofanetto che comprende libro + DVD, intitolato SPEAK – Le parole non dette di Laurie Halse Anderson, un romanzo già culto in America e in arrivo per la prima volta in Italia.
Nel film, Kristen Stewart è Melinda Sordino, una ragazza che inizia il liceo con un trauma alle spalle e l’incapacità di parlare. Attraverso una dolorosa crescita interiore Melinda riesce a tirar fuori l’esperienza di violenza che l’ha traumatizzata e a ritrovare le parole.
In questo libro, così come emerge dal film, è importantissimo il rapporto fra madre e figlia adolescente che, attraverso un duro percorso di incomprensioni e silenzi, riescono ad avvicinarsi l’una all’altra fino alla “liberazione” finale. Madre e figlia, anche nella vita reale, hanno sempre una personale visione del rapporto che c’è fra di loro (visione che spesso non coincide), e questo libro può essere utile ad entrambe per riuscire ad entrare, almeno in parte, nel mondo dell’altra, e imparare a conoscersi meglio.
Speak tratta inoltre il tema dell’emarginazione scolastica adolescenziale, dei “gruppi” che si formano nelle scuole e sottolinea, tramite il punto di vista di Melinda, la situazione di coloro ne restano esclusi.
Qui la trama del libro che sembra davvero molto interessante.
Provvederò al più presto per averlo.
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30 Ottobre 2009 di polly5vm
Allora non vi dico niente lo inserisco come lo hanno avuto tutti gli alunni della classe di Gianluca, su un foglio con 18 domande (16 davanti e le ultime due dietro).
Dico solo che NESSUNO ha fatto la cosa giusta.
Io l’ho trovato geniale…..ma mio figlio, come penso la maggior parte dei suoi compagni, credo che non si sia reso conto di quanto volesse far “capire” loro questo piccolo esercizio!!!
Le frasi in corsivo sono mie aggiunte per farvi capire meglio.
TEST 1
Questo test di 18 domande ha la durata di tre minuti (allo scattare dei tre minuti il prof lo ha ritirato) e serve a valutare il livello di rispondenza alle domande poste.
1 leggere attentamente tutte le domande prima di risolvere il test
2 scrivere cognome e nome in alto a destra del presente foglio
3 moltiplicare, senza l’aiuto della calcolatrice, 5289×3617
4 fare tre buchi con la penna in basso a destra su questo foglio
5 disegnare due triangoli in basso a sinistra su questo foglio
6 esguire la divisione, senza l’aiuto della calcolatrice, 9826:4258
7 scrivere a fianco la capitale della Cecenia
8 disegnare qui a fianco tre stesse iscritte in un cerchio
9 se a questo punto siete il primo dite ad alta voce il vostro nome
10 mettete inordine crescente le seguenti frazioni: 1/4, 1/2, 1/8, 1/6, 1/3
11 disegnate tre piccoli quadrati sopra il titolo del test
A questo punto per Gianluca erano finiti i 3 minuti e il prof ha ritirato il test (come al resto della classe)
12 eseguite la sottrazione, senza l’aiuto della calcolatrice, 12586-5973
13 annerite i quadrati di cui punto 11
14 disegnate qui a fianco un esagono
15 unire i vertici interni dell’esagono per formare una stella a sei punte
16 se a questo punto siete il primo, dite ad alta voce: “sono il primo e da questo momento sarò il capo del gruppo!”
Qui si gira il foglio
17 state per finire accertatevi di aver operato come richiesto
18 ora che avete letto tutte le domande fate solo quello che richiede la domanda n.2
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28 Ottobre 2009 di polly5vm
Tutto nasce dal ricevimento di un professore di matematica a cui avevo intenzione di andare.
Gianluca, a mio giudizio (e già parto male lo so), non mi sembra dedicare tempo allo studio, non il giusto tempo proprio DEL tempo, almeno quando è a casa è solo davanti al computer!
Finché non parlo con i prof devo fidarmi di quello che mi dice (praticamente niente).
E così avevo intenzione di cominciare da quello di matematica, ma Gianluca mi dice che oggi è assente, infatti lui uscirà un’ora prima.
Che ho fatto? Ho voluto accertarmene di persona e, siccome ero in giro a quell’ora, ho fatto un salto a scuola ed effettivamente il professore non c’è.
Quanta fiducia ho in mio figlio? sicera, sincera, sincera…………….ZERO!
Purtroppo le tante bugie accumulate in questi ultimi due anni hanno fatto crollare in me quella certezza che deriva appunto dalla fiducia reciproca che ho sempre avuto con i miei figli.
Non tollero le bugie, soprattutto quelle inutili!!!!
Sapete cosa dicono gli esperti? Che le bugie sono una forma di creatività e che chi la possiede ha una marcia in più.
Ed io rispondo come l’illustre professore della trasmissione di Radio 2 SEI UNO ZERO (610): e sticazzi!!!!
Comunque ho deciso che quest’anno non lo tartasserò più di tanto (se mi riuscirà perché per me è moooolto difficile) e che forse è ora che si assuma le sue responsabilità.
Negli ultimi due anni la nostra “insistenza”, il nostro stargli “addosso” ha fatto si che uscisse dall’anno scolastico sempre bene (un debito in storia al primo anno, promosso lo scorso anno).
Ma questo “esserci” è stato davvero costruttivo/formativo per lui?
Forse una bella musata al muro con una bocciatura potrebbe esserlo molto di più.
Giuro con Gianluca tutto e il contrario di tutto è possibile!!!
Santa pazienza!
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25 Ottobre 2009 di polly5vm
Spesso mi sento dire che se ho fatto 5 figli è perché la prima non mi ha mai dato problemi tipici di bambini piccoli, dormire poco, coliche serali, inappetenza…… altrimenti non avrei mai pensato di fare il secondo né tanto meno il terzo né il quarto, il quinti poi……….
A parte che tra la prima figlia e il secondo ci passano appena 13 mesi, quindi neanche avrei fatto in tempo ad accorgermi di quanto brava fosse Valentina per decidere di avere così presto il secondo, ma poi perché si tratta solo ed esclusivamente di fattore C?
Perché è questo che mi sento apostrofare:
“che culo però che ti ha sempre dormito“…..
“che culo però che non ha mai sofferto di reflusso“…..
“che culo però che non ha mai avuto problemi con le coliche“……
Ma davvero è solo questione di Fattore C?
Me lo chiedo perché onestamente neanche me ne ricordo più di quante volte, rare questo si, ho passeggiato di notte per farla addormentare!!!!!!
Non mi sento di dire che siamo stati bravi “nell’educarla” (non sopporto proprio questa parola riferita a neonati) ma neanche che sia però tutta una questione di fortuna o meglio di fattore C.
Allora di cosa si può parlare? Di carattere, di capacità di prevenire una richiesta prima che essa si trasformi in esigenza tale da provocare disappunto sfociando nel tipico comunicare di un neonato: l’urlo, di fortuna, di bravura nell’infondere serenità familiare……………?
Probabile la combinazione di un po’ di tutte queste cose e chissà di quante altre a me sconosciute.
Di certo alla base c’è l’Amore con cui si genera una nuova vita, e questi non si può né misurare né quantificare.
Un’altra mia certezza è che se bastasse solo avere fattore C il mondo non avrebbe futuro!
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23 Ottobre 2009 di polly5vm
Ho ricevuto questo premio da Clara e da 3bin3a che ringrazio tantissimo!
Il gioco prevede che io nomini altri blog meritevoli di essere letti.
Nomino quelli che leggo regolarmente e per ora sono pochi, il tempo è davvero tiranno!
Oltre al blog di Chiara e di 3bin3a leggo normalmente
diemme
babele moderna
briciole di pane
piccoli passi
PS
In genere non amo dar seguito alle “catene” di qualsiasi forma. Ma un premio è qualcosa di molto gradito e quindi lo accetto molto volentieri e contraccambio nominando alcuni blog che leggo.
Ma non avviserò gli interessati, lascerò a loro la scelta se continuare, per cui non pensate che non vi abbia avvisati per maleducazione, ma esattamente per il contrario!
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17 Ottobre 2009 di polly5vm

Pur avendo una certa età mi rendo conto di avere ancora viva dentro di me la mia adolescenza.
I sentimenti, le emozioni, i ricordi sono tutti vivi e a volte mi sembra di toccarli con mano attraverso i miei figli.
A 16 anni ero molto autonoma in tutto, anche perché allora non era abitudine e consuetudine parlare con i proprio genitori.
Se volevo fare qualcosa chiedevo a loro il permesso e, sarà perché ero una adolescente comunque “normale” ho avuto genitori permissivi in tutto.
Avevano fiducia in me e me la dimostravano non dicendomi mai no.
A 15 anni sono stata in campeggio con le amiche da sole e fin dai 13 anni andavo in montagna con il gruppo di amici seguiti da un adulto (catechista) accompagnatore.
Insomma vivevo molto con il mio gruppo di amici (che ci tengo a precisare sono ancora gli stessi).
Una volta siamo stati a casa di una amica a Terminillo per un fine settimana, senza adulti e compresi i nostri fidanzati.
Questa premessa per dire che oggi Gianluca è partito per un paesino vicino Roma con gli amici per questo fine settimana.
Saranno circa 7 tra maschi e femmine.
Non me la sono sentita di dire no, anche se le preoccupazioni ci sono (porteranno fumo? porteranno alcool?).
Ho deciso per la centesima volta di fidarmi di lui.
E’ troppo vivo il ricordo in me di quel fine settimanaa a Terminillo alla sua età!!!!
Sono esperienze che si portano dentro per il resto della vita, il primo WE da soli con gli amici!
Come negarlo?
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12 Ottobre 2009 di polly5vm
… a conferma che poi tanto duri non si è, ma lo si vorrebbe far credere!
Anche Fede è entrato nel pieno dell’adolescenza ed anche per lui è arrivata la prima sofferenza in amore, e di conseguenza, i primi fallimenti a scuola.
Perché quando si entra in un vortice negativo, tutto va in quella direzione e non abbiamo la forza di opporci e alla fine si crolla.
Un tuffo al cuore quando ho scoperto che a piangere di nascosto fuori al balcone era proprio lui!
Penso che sia il primo abbraccio sincero che mi da da quando è diventato “grande”.
Un cucciolo in piena crisi perché l’amore non va, perché non ha avuto il coraggio di dirmi dei brutti voti, perché si sente sbagliato e vorrebbe cominciare tutto da capo!
Un abbraccio che mi ha sciolto il cuore e mi ha ridato il mio Fede, quello del “è mio dovere, mamma, dirti sempre di no“!
Certo ora c’è da pensare a recuperare a scuola, c’è da rafforzare almeno questo lato di lui che possa ridargli un po’ di fiducia persa, ma l’importante è stato fare un passo verso di noi, e di conseguenza verso se stesso.
Inutile pensare di potercela fare da soli, quando non ci si riesce si DEVE chiedere, altro che dovere di dire sempre NO!
Intanto è ridiventato, in pochi minuti, il solito “duro” del No a prescindere, ma la debolezza che ha mostrato sono certa sia un primo passo verso la sua rinascita.
Ti sono vicina cucciolo mio e ogni giorno ti accetto così come sei, burbero e scontroso fuori ma tanto, tanto sensibile e bisognoso di carezze dentro!
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11 Ottobre 2009 di polly5vm
“Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati.
Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino:
”mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l’acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa”.
La vecchia sorrise:
”ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.
Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola.
Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa”.
Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto.
Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra presenza sia interessante e gratificante.
Perciò… ricordati sempre di annaffiare i fiori dal tuo lato del sentiero.”
Ecco a volte i nostri difetti esistono per noi. In realtà possono essere anche dei pregi. A volte ce ne curiamo troppo o non ce ne preoccupiamo abbastanza. Bisogna sempre avere il giusto equilibrio per sapersi prendere in considerazione sul serio. Il resto lo si può affrontare con un sorriso.
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8 Ottobre 2009 di polly5vm
In questo momento Gianluca si trova a Rodi. E’ partito lunedì mattina.
Tre giorni ad Atene e poi aereo per Rodi a raggiungere la scuola con cui hanno gemellato per questo progetto triennale che è iniziato lo scorso anno con un viaggio in Francia.
Uno scambio a tre classi di tre paesi europei: Francia, Italia e Grecia. Lo scorso anno i greci e gl italiani sono andati una settimana in Francia. Quest’anno i francesi e gli italiani si ritrovano in Grecia e il prossimo anno saranno i francesi e i greci a venire qui e il tutto completamente gratis!
Visti i tagli nella scuola odierna, prevedo sarà uno degli ultimi progetti possibili, intanto ben vengano queste iniziative che sono esclusivamente a carico (non a livello di soldi) di insegnanti motivate e interessate davvero ai ragazzi.
Evviva tutti quegli insegnanti sempre pronti a credere ancora ai loro ragazzi!!!
PS: Gianluca ieri aveva 39 di febbre ma la sua incoscienza adolescenziale ha fatto si che con una tachipirina è passato tutto ed oggi era dentro l’acqua cristallina del mare di Rodi!!
Santa incoscienza!!
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7 Ottobre 2009 di polly5vm
….perché una notizia del genere io la devo leggre su un giornale come Leggo invece che su ansa.it o repubblica.it, dove non sono riuscita a trovare niente, o comunque non era evidenziata, visto che non l’ho trovata.
Capisco che faccia poco scalpore un suicidio…… ma un bambino di 11 anni………….
Siamo sicuri che siano casi così eccezionali che possono capitare solo in famiglie disagiate, o comunque quando si parla di bambini problematici ecc. ecc. ecc.
Io comincio a convincermi che non c’è niente di certo e che mai dire mai è davvero una regola e che quindi forse è il caso di cominciare a pensare a questi adolescenti e preadolescenti anche a livello istituzionale, per affiancare le famiglie e fare qualcosa per questa fascia di età troppo spesso dimenticata da tutti o ricordata solo per i fatti di cronaca ad essi legati.
Non si parla mai di prevenire certi disagi mooolto prima che sia troppo tardi.
Certo cosa fare di preciso io non lo so, ma partire dalle scuole prima di tutto dove invece di tagliare, alle superiori dovrebbero incentivare corsi, progetti, e quanto altro che siano di supporto alla loro crescita non solo intellettual/culturale ma “oltre”.
Insomma so che rompo con questi adolescenti e preadolescenti (avendone tre per casa) ma io sono seriamente preoccupata.
Il mio “dovere” e non solo, lo faccio ne sono certa, ma a volte purtroppo non basta!!!!
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3 Ottobre 2009 di polly5vm
I figli crescendo tendono a mettere in discussione i genitori e la loro autorità.
L’adolescenza, rappresenta proprio la fase in cui il desiderio di libertà e autonomia diventano l’obiettivo primario dei ragazzi.
Ma quale libertà? Per gli adolescenti libertà significa assenza di regole (uscire la sera, fare sempre più tardi, decidere autonomamente su ogni cosa….).
In una giornata come questa in cui la “piazza” ha manifestato per la libertà di informazione, io mi chiedo perché i miei figli non erano in quella piazza?
Perché per i miei figli la “libertà” è solo riferita alla propria voglia di indipendenza?
Eppure tanti adolescenti erano oggi in piazza del Popolo!!! Ma non i miei figli!!
Sono convinta che se avessero espresso il desiderio di partecipare a questa manifestazione avrei tremato di paura, come ogni madre farebbe.
La piazza comunque spaventa!!!
Ma tra la delusione di non aver ricevuto alcuna richiesta, alla eventuale paura che ne sarebbe scaturita, avrei preferito mille volte quella sana paura che nasce dalla voglia di essere davvero liberi, in ogni senso!!!!
La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero….
Libertà è PARTECIPAZIONE
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1 Ottobre 2009 di polly5vm
-Non preoccupatevi dei risultati immediati; se il metodo è giusto alla fine anche i risultati saranno buoni, ma se il metodo è sbagliato, per quanto buono possa apparire il risultato, prima o poi il disastro è inevitabile-
John Thurman
I genitori hanno una grande responsabilità nei confronti dei propri figli. Sia una mamma che un papà cercheranno di essere sempre all’altezza del loro compito, ciascuno con le proprie modalità; spesso sbaglieremo, è impossibile non farlo.
Sembra assurdo ma in questi casi io credo che l’importante sia cercare di sbagliare in modo costruttivo e questo diventa possibile nel momento in cui siamo riusciti a conquistare l’affetto e la comprensione dei nostri figli non in quanto genitori, quindi affetto naturale, ma in quanto esempi per loro.
Sbagliare e poi discutere e ammettere è una motivazione forte per i nostri figli che imparano la possibilità che anche un genitore possa sbagliare per troppo amore, ma l’aver condiviso con loro tale eccesso di amore, non li porterà alla ribellione ma alla comprensione, e questo su mia esperienza vale fin da piccoli, fin cioè dalla sgridata eccessiva per nervosismo del genitore rimasta però non spiegata e quindi incomprensibile per il figlio, che non capendo l’eccesso può trarne effetto negativo per un eventuale comportamento futuro.
Più i figli crescono e più cresce in noi la consapevolezza della difficoltà del grande compito dell’educazione.
Fin quando son piccoli la capacità di “gestirli” è naturale, loro stessi hanno bisogno di essere guidati, più crescono e più si deve indietreggiare, lasciando che siano loro ad andare davanti e prendendo il posto di fianco, non più conducenti ma solo compagni di viaggio.
Come genitore vorresti che facessero sempre esperienze positive, ma crescere vuol dire anche lasciarli andare, con la consapevolezza che dietro l’angolo ci saranno difficoltà e delusioni da vivere.
Rispetto ai miei (nostri) genitori oggi è tutto più difficile, perché loro non sapevano, non volevano sapere o i tempi erano comunque quelli che non era di moda parlare con i propri genitori e “ignorare” sicuramente rendeva le cose più facili e noi si soffriva in silenzio e si cresceva…….e così da adolescenti soffrivamo perché è l’età in cui si “soffre” un po’ per tutto, per amore, per amicizia, per la scuola ecc. ecc. e da genitori continuiamo a soffrire insieme ai figli.
Ma un genitore è per sempre! Il mio viaggio, a fianco ai miei figli direi che è appena cominciato!
questo post partecipa al blogstorming
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1 Ottobre 2009 di polly5vm
Un numero crescente di prove dimostrano come oggi anche gli adolescenti possono ammalarsi di depressione.
Il tentativo, faticoso e quotidiano, di adeguare la propria immagine ai canoni estetici che la società in qualche modo “impone” diventa una delle concause a periodi di depressioni anche in adolescenza.
Tristezza, noia, timidezza, paura, voglia di non fare niente fanno parte integrante del periodo adolescenziale.
Chiaramente la presenza di questi sentimenti, frequenti e assolutamente normali, non va scambiata con la depressione come malattia.
Gli adolescenti, avvicinandosi all’età adulta, affrontano nuove sfide, sentono sopra di loro il peso sociale che ne deriva e tutto viene amplificato.
Ma non bisogna neanche sottovalutarli.
Per molti adolescenti, sintomi di isolamento, mancanza di gioia, disturbi dell’umore possono essere prime avvisaglie dell’arrivo della depressione.
Minimizzare questi cambiamenti d’umore e di comportamento giudicandoli come “normali” in una fase critica e di passaggio come l’adoelscenza, non sempre è la migliore valutazione.
Faccio questa analisi perché sto cercando di capire sempre il mio secondo figlio che, avendo amplificati tutti questi sentimenti accompagnati da una scarsa autostima, non vorrei fare l’errore di sottovalutarli.
Un caro amico virtuale che sicuramente mi leggerà, avrà da rimproverarmi ricordandomi di quanto questi adolescenti sappiano “fingere” per ottenere compassione, conforto, e perché no, assecondati alcuni desideri!
Mi prendo il rimprovero e spero che sia davvero così, perché il mio pensiero è ora abbastanza confuso e a questo punto mi auguro davvero che mi stia prendendo per i fondelli!!!
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27 Settembre 2009 di polly5vm
In uno dei tanti corsi seguiti sulla genitorialità, c’è stato un incontro molto bello dove si è parlato di
permessi/divieti
autorizzazioni/ordini
bisogni/desideri
Soddisfare il vero bisogno (ho sonno) o soddisfare il desiderio (un letto)?
A volte c’è proprio bisogno che il desiderio (“materiale”, come ad esempio voglio uno zaino alla moda) coincidi con il bisogno, per soddisfare magari un momento negativo dell’adolescente che ha bisogno di sentirsi come gli altri, e quindi fare una eccezione che confermi la regola.
Ma quanto bisogno c’è nel desiderare qualcosa riferito al “materiale”?
Quello che ho capito, anche frequentando il corso, è che bisogna soddisfare principalmente il bisogno, perché la maggior parte delle volte è quello che richiedono i nostri figli, anche se mai esplicitamente, mentre senza volerlo, per troppo amore, per stanchezza, per ……….. tendiamo a soddisfare il desiderio che spesso coincide con quello nostro, rispetto al problema sollevato, quasi mai alla reale necessità di chi ce lo richiede!!!
Certo a volte la “regola” può essere appunto trasgredita, la difficoltà semmai è capire quando questa trasgressione risulti davvero poi positiva in itinere.
Se per i bambini piccoli, che non sanno esprimere i loro bisogno verbalmente, vale una decodifica giusta da parte dell’adulto (ha fame-piange; gli do da mangiare), tanto più con gli adolescenti che si sanno, si esprimere verbalmente, ma che difficilmente riescono a capire se stessi, figuriamoci i loro bisogni.
Quante volte mia figlia passa dallo stato di estasti al pianto profondo nel giro di due minuti, tipico dell’età, dal non mi ama nessuno al come sono felice!!!
Non sanno mai quale sia il loro bisogno reale, vanno per desideri (del motorino, delle chiavi di casa, dell’uscire la sera fino a tardi ecc. ecc.) che spesso coincidono con un reale bisogno (torna a casa prima di me; va a sport lontanissimo gli piace tanto è bene che sia indipendente ecc. ecc.).
Il punto è capire quando le due componenti coincidono veramente e giustificano il desiderio assecondato.
Spesso noi genitori per pigrizia, per troppo amore, per ecc. ecc. appunto assecondiamo subito i loro desideri senza ragionar sul serio se rispondono al vero e reale bisogno del momento. Spesso sono innocui ma altre volte invece possono essere solo giustificazioni a “capricci” di adolescente (che è capace di darti una spiegazione più che logica al suo desiderio, facendoti sentire un genitore davvero di mer….a) e magari ritorcersi contro.
Occorrerebbe individuare i bisogni del “qui e ora”. Troppo spesso noi, almeno io, siamo portati, di fronte ad una situazione qualsiasi, a guardare più avanti, dando non risposte ai bisogni reali del momento, ma andando oltre, deludendo i figli con il risultato di chiuderli ancor di più.
Quando uno piange tu vedi la tristezza. Ma quale è il suo reale bisogno? La consolazione. In quel momento sentirsi dire “non piangere” o “che piangi a fare” non risponde al bisogno nascosto.
Insomma è molto molto complicato.
Per cui tornando alla domanda iniziale, quando non è possibile che le due componenti coincidano, è meglio soddisfare il bisogno o il desiderio?
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26 Settembre 2009 di polly5vm
L’autostima è l’idea che ognuno ha di sé, il grado di fiducia nelle proprie capacità e nel proprio valore e pertanto soggettiva e, indubbiamente, influenzata dal mondo esterno (sociale, affettivo, lavorativo).
E’ l’incontro tra la consapevolezza di essere “unici” e il bisogno di non sentirsi soli, l’incontro tra l’autostima a livelllo dell’”essere”, meritare in quanto essere umano, con quella a livello dell’”apparire”, meritare perché proprietari di competenze e in base ai propri risultati.
L’autostima è la via da cui partire affinché le vicissitudini della vita vengano affrontate con la giusta dose di forza e di capacità che permettono l’”adattamento” necessario per vivere in armonia con se stessi e con gli altri.
L’autostima, in quanto coscienza del proprio valore personale, cresce pertanto insieme a noi!
Ora come insegnare ai propri figli a credere in se stessi?
Ecco se qualcuno ha una risposta CONCRETA, fattibile è pregato di rispondermi.
Sono escluse teorie scientifiche e della minchia!!!!!
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