Feeds:
Articoli
Commenti

Recensione

Il link dove trovare la recensione al mio libro nel sito di Iolanda Restano filastrocche.it!
Grazie

http://www.filastrocche.it/prodotti/leggiProdotti.asp?idContent=714

Regali di Natale

Come ogni anno il regalo di Natale più ‘corposo’ che riceviamo è un biglietto di auguri da parte della scuola dei figli. Un biglietto che ha un nome ben preciso che oggi nascondiamo dietro altri nomignoli (pagellino, scheda di valutazione…) ma che anticamente chiamavamo PAGELLA.

Non ci sono molti commenti da fare se il secondo voto più bello (sto parlando del quindicenne ripetente) è il 6 in condotta. Non sto parlando del sito e di tutto ciò che ruota intorno al 6incondotta internettiano, parlo proprio di un 6 stampato nella colonna del comportamento.

Tralasciamo il 3 in latino o il 4 in italiano. Vogliamo parlare del 5 in educazione fisica?

No io voglio soffermarmi al 6 in condotta dovuto ad atteggiamento in classe come se fosse ‘al bar sotto casa’ testuali parole di una prof.

Vogliamo anche parlare del fatto che non vuole essere aiutato?
- Scialla mamma sarò promosso.-
Peccato che lo disse anche l’anno scorso!

Sono davvero amareggiata e delusa. Delusa di me stessa che ancora ci credo, che ancora spero. La questione dolente è che davvero ben poco possiamo fare se loro non riescono a sintonizzarsi sull’unico impegno che li dovrebbe riguardare.

Costringerli? Rinchiuderli? Punirli? Non posso dire di aver provato proprio tutto tutto, ci sono cose che non condivido che forse farebbero la differenza.
Ma continuo a credere che educare sia qualcosa di molto più complesso che punire sul momento e magari ottenere anche qualcosa, ma a che prezzo?

Ancora una volta mi armerò di pazienza, la guerra non è proprio nelle mie corde, spero solo che sulla lunga distanza faccia la differenza, perché ora di forze per combattere sul campo non ne ho più.

20111106-103625.jpg

Ho da poco scoperto il mondo di Twitter e mi sono appassionata subito. Ho cercato di capire il meccanismo che mi ha catturato di questo social network così come non mi capitò a suo tempo con Facebook.

La velocità, l’immediatezza, la proprietà di linguaggio che si deve avere per dire tutto quello che si vuole comunicare in 140 caratteri (anche oltre ma se si rimane dentro questo limite la visibilità rimane immediata) sono alcune caratteristiche di questo social network.

Ma quello che sicuramente mi appassiona molto è lo scambio e la ricchezza di contenuti che si possono avere diventando followers di chi vogliamo.
Ecco il punto focale non bisogna diventare amici per poter seguire una persona. E non esiste la reciprocità si segue e si viene seguiti liberamente.

Ed ecco che molti vip scoprono questo mondo e non solo vip televisi, parlo di giornalisti, di politici, di testate giornalistiche che in tempo reale danno notizie immediate dando la possibilità a tutti di non rimanere fuori dal mondo in un momento, a mio avviso, in cui occorre invece che ognuno prenda una posizione, cominci a parlare ad esporsi ma soprattutto ad agire in prima persona.

E basta leggere i giornali per capire quanto il mondo legato a certi social network, ma direi soprattutto a quello di TW, stia cambiando il modo di fare informazione. Quanto la gente comune possa cominciare a “pesare” sull’informazione, scoprendo una ironia tipica italiana che non manca di “intellighentia” capace di “contaminare” nel suo significato più profondo, vero e naturalmente costruttivo.

Anche il mondo televiso sta ampiamento prendendo spunto dai social network, basta vedere come cambiano le scenografie, i momenti di dialogo aperto con lo spettatore per scambiare commenti e consigli.

Il rischio può essere per alcuni vip di perdere, sembra un controsenso, il contatto con il ‘reale’ innalzando un piedistallo che li porti a fare “setta” solo tra di loro, seguendosi a vicenda riempiendosi di complimenti che a volte odorano di poca autenticità, e per le persone cosiddette “normali” di diventare protagonisti per un giorno e non solo (penso a Cesare l’edicolante di Fiorello che ogni mattina ci lieta di una rassegna stampa che consiglio vivamente di seguire per chi è su TW) e di perdere così di vista (e non è il caso del signor Cesare) ciò che comunque non dovrebbe mai mancare nella vita, non solo nel mondo virtuale, ossia passione, verità, autenticità e un pizzico di ironia, meglio ancora se autoironia.

Vacanze Romane

Ed anche il quindicenne si è fidanzato!
Ora ammesso e concesso tutte le romanticherie che si fanno a quell’età, ma perché devo mettere la sveglia all’alba per svegliare il figlio che deve svegliare la ragazza? Che c’entro io?

Se mi soffermo a pensare mi commuovo. Ricordo benissimo i sussulti dell’età, i battiti di cuore, le mille e mille attenzioni che si hanno verso l’altro.
Mi commuovo non pensando a me allora, quanto piuttosto a lui oggi. Credo di sapere cosa possa provare al suo primo amore.

Ed ogni volta mi tornano alla mente le immagini di mia madre con il fazzoletto in testa seduta dietro la vespa di mio padre a gambe unite, o di Audrey Hepburn. abbracciata a Gregory Peck in Vacanze Romane, e la Roma di quei tempi con i suoi giovani che a vederli in foto oggi sembrano già vecchi.

Ogni epoca ha i suoi giovani, ed anche se profondamente diversi, tutti uguali nei sentimenti, nei sussulti, nelle speranze che tendono poi a spegnersi con l’età.

È forse per questo che cerco sempre di non dimenticare come ero io all’età dei miei figli, so quanto una parola detta con ironia da un adulto possa spegnere l’entusiasmo e il sorriso un po’ ebete dell’età.

Certo io raccontavo e coinvolgevo poco i miei genitori che a loro volta ancor meno, direi nulla con i miei nonni. Cambiano i tempi, le modalità, i rapporti…….

Per questo credo che continuerò a mettere la sveglia all’alba per svegliare mio figlio che deve a sua volta mandare un sms di buongiorno alla sua ragazza!

Insegnanti tecnologici

Ebbene si sono una insegnante ipaddista.
Vado a scuola con il mio ipad che uso principalmente come registro di classe, per segnare gli impegni scolastici e programmarmi le varie attività.

Ma da qualche giorno a questa parte senza più ‘vergognarmi’ del mio gioiellino l’ho proprio utilizzato per aiutare “a far lezione”.
L’insegnante di italiano che aveva appena finito di far scrivere la poesia San Martino, citata neanche a farlo apposta in uno dei miei ultimi post, mi ha chiesto se fosse stato possibile far vedere agli alunni l’interpretazione di Fiorello di qualche anno fa, e zac, con un colpo di dita, due casse portatili attaccate abbiamo ascoltato e visto “la nebbia agli irti colli……”

Un’altra insegnante non ricordava una poesia di Trilussa, sulla divisione di un pollo e il discorso della statistica e della percentuale (poesia matematica)….due ricerchine con google et voilà

La Statistica

Sai ched’è la statistica? È ’na cosa
che serve pe’ fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
secondo le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra ne le spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magna due.

Ho poi memorizzato da Youtube qualche pezzo di Roberto Benigni che legge e spiega (divinamente) la Divina Commedia, comprato un paio di film sul tema dell’amicizia e del razzismo che presto farò vedere per non parlare di alcuni disegni trovati in rete di alcuni miti letti in classe.

Sono convinta che un certo tipo di tecnologia dovrebbe entrare a far parte del la vita di una classe. Tutti i professori dovrebbero poter contare almeno su una lavagna LIM e un collegamento ad internet.

Ma come la mettiamo con i tagli?
Ministro Francesco Profumo le posso suggerire una parola d’ordine che potrebbe fare la differenza?
INVESTIRE
Perché la più grande responsabilità di un popolo è l’educazione dei suoi ragazzi.

Educare vuol dire costruire il presente con uno sguardo al futuro.
INVESTIRE è la parola giusta ministro!

E ricordo come sempre la saggezza di un proverbio cinese

Vuoi progettare un anno?…coltiva il riso.

Vuoi progettare un decennio?…Pianta gli alberi.

Vuoi progettare un secolo?…Educa le persone.

Zuccotti Park

“Questa fiducia in un movimento capace di includere è il contrario di quanto ho visto spesso in Italia, dove si sottolineano le differenze per non aggregarsi, dove si dibatte su chi ha tradito, dove ci si isola andandone fieri perché il vicino è sempre troppo moderato o troppo radicale, o è amico del nemico. Invece a Zuccotti Park non c’è la gara per chi dev’essere incoronato re degli oppositori, non si cercano i depositari più autentici dei sentimenti critici dei cittadini.
[...] Sorrido perché so che il potere delle persone è molto più forte delle persone al potere.
Roberto Saviano

leggi l’articolo

Il 20 novembre

20111118-103946.jpg

Oggi è davvero una giornata di sole, almeno qui a Roma, l’estate di San Martino.
Mi fermo, ammiro e penso.
Spero che il sole possa sorgere presto su tutti, senza per questo cancellare i giorni tristi che ci hanno accompagnato nell’ultimo periodo.
La memoria di ciò che è stato è fondamentale.
Qui lascio due video, in un certo senso all’opposto, ma che rendono l’idea di ‘memoria’ e di come si possa arrivare, con certi discorsi, ai ragazzi, futuro e speranza del domani.

Twitter

per condividere anche qui idee e pensieri

20111106-103625.jpg

È ora di cambiare

20111105-111101.jpg

Rubo le parole di Massimo Gramellini e le faccio mie

Di fronte agli allarmi che il sistema ansiogeno dei media (portiamo anche noi le nostre responsabilità) rovescia quotidianamente addosso al pubblico, si tende a reagire con stati emotivi estremi: la rimozione o il panico. E’ arrivato il momento di prendere in considerazione una terza ipotesi: la presa di coscienza.

L’articolo completo

Gruppi su FB

Nel gruppo “Prima o poi cresceranno” aperto su FB ci sono spesso delle belle discussioni che generano altrettanti interessanti commenti.
Ultimamente si parla di rapporti dei figli, con uno dei due genitori, difficile, di comunicazione conflittuale.

E sapete quale è sempre l’argomento principe? La scuola.
Se davvero riuscissimo a non far pesare così tanto ai figli il senso di angoscia che ci assale quando la scuola non va, credo che sarebbe il momento in cui otterremmo da loro dei risultati insperati.
Il problema è che ci è alquanto difficile non preoccuparcene.

Ma al di là di queste considerazioni trascrivo il mio intervento perché mi son trovata interessante da sola….

Ogni ragazzo è a se. Il mio primo figlio è stato bocciato in terzo liceo per certi motivi e per lui è stato necessario cambiare scuola per fargli riacquistare fiducia in se stesso. Un’ottima scuola privata di quelle dove si studia senza recupero. Il secondo figlio maschio è stato bocciato lo scorso anno in primo liceo, per altri diversi motivi,. Lo sta ripetendo nella stessa scuola pubblica e nella stessa sezione.
Non si può generalizzare e fare di tutta un erba un fascio. Ogni genitore si sforza di fare il meglio per il proprio figlio (mettendo in conto anche di sbagliare naturalmente) ed è questo a cui dobbiamo pensare, e se ciò passa anche attraverso una scuola di recupero ben venga se il risultato sarà un figlio più sereno. L’importante è che non viva qualsiasi decisione (scuola privata, scuola di recupero, stessa scuola……) come una punizione altrimenti sarebbe vano tutto.
A volte siamo noi che diamo troppa importanza ad una scelta piuttosto che ad un’altra, tenendo conto del nostro vissuto e di quello che in coscienza pensiamo sia meglio, ma non sempre si rivela la soluzione migliore per un altro diverso da noi. Certamente abbiamo le nostre colpe se abbiamo tirato su dei figli insicuri, incapaci di assumersi le loro responsabilità. Ma perseverando in certi atteggiamenti certamenti non li aiutiamo a venir fuori da questo circolo vizioso. Spetta a noi adulti cercare un canale per arrivare a loro. La nostra salvezza rimane proprio la comunicazione.
Del resto se non sono loro che si convincono che la scuola rappresenta la vera libertà per il loro futuro, alimentando lo studio pressandoli, non arriveranno lontano.

Tutti i Santi

Altra festa altri auguri…….come per halloween ecco un altro augurio x tutti!!!

20111101-111001.jpg

Il coraggio delle idee

Se una volta il “politicamente corretto” era la condizione necessaria per qualsiasi argomento, discussione, tanto da provocarmi una nausea quasi urticante, oggi lo stesso effetto me lo fa il “politicamente scorretto”.

Non è più di moda andare controcorrente utilizzando metodi super partes, quanto piuttosto la moda la fa chi “spara” di più, nascondendo il tutto dietro – il coraggio delle proprie idee -

E se è vero che per tanto tempo il “politicamente corretto” non ha fatto uscire il vero pensiero, appiattendo qualsiasi conversazione, non è che fare il contrario oggi, a mio avviso, produca invece un movimento di pensiero, si divergente, ma costruttivo e quindi “contaminante” in positivo naturalmente, perché se alla base è giusto avere il coraggio delle proprie idee e soprattutto portarle avanti sempre e comunque, anche a costo di essere in controtendenza, è pur vero che non dobbiamo dimenticare l’accoglienza, l’ascolto, l’empatia verso l’altrui pensiero, degno comunque di essere definito tale.

Ciò che invece vedo dilagare è l’arroganza di chi pensa di avere la verità sempre, in nome del “coraggio delle proprie idee”.

E se è vero che chi ha questo coraggio è come una stella che brilla nella notte più buia, non dobbiamo pensare che portare avanti ciò in cui crediamo significa chiudere gli occhi, le orecchie e dimenticare l’altro, perché in questa notte potrebbero esserci più stelle a brillare e, presi da noi stessi, non ce ne accorgeremmo.

Alziamo muri altissimi
perché poi io non saprei
anche se certi uomini
non amano mostrarsi mai
ma qualcuno dovrà crederci
pioggia o vento essere qua
amare per conoscersi
insegnarlo a chi non lo sa
e poi moriamo senza accorgerci
sotto un cielo di fobie
dimmi che può ancora vincere
chi ha il coraggio delle idee
.

Halloween

Ebbene si….

NON sopporto questa festa
Ma per chi la ama lascio il mio augurio

20111030-142835.jpg

Scelte difficili

Ci sono momenti nella vita in cui siamo chiamati a dover scegliere. Non sempre è cosa buona e giusta ma spesso è cosa necessaria.
E se non per forza necessaria a noi, giusta per chi ci sta accanto.
L’egoismo, per qualcosa che appartiene solo a noi, deve lasciar spazio a chi amiamo per cercare il bene comune.

La società in cui viviamo sembra contraria a questo. La volontà di soddisfare il proprio bisogno la fa da padrona (basta guardare qualche minuto di pubblicità per capire quanto ne siamo ormai circondati tanto da non farci più caso).

Io ci provo. Questa volta faccio sul serio e se anche la scelta potrebbe essere regolamentata diversamente tento il tutto per tutto per cercare di ritrovare ciò che mi sta sfuggendo dalle mani.

E se questo dovesse rappresentare la mia uscita di scena, o al massimo la mia diluita entrata di scena anche nel mondo virtuale quello fatto di quotidianità, ben venga se a controparte ritroverò un equilibrio nell’organizzazione della mia vita davvero molto molto impegnativa.

Negoziazione

20111020-181854.jpg“Alcuni porcospini, per proteggersi in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini.
Ben presto, però, sentirono le spine reciproche e il dolore li costrinse ad allontanarsi l’uno dall’altro.
Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra i due mali, finché non trovarono una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”

(Schopenauer, Parerga e Paralipomena)

Ecco cosa è la negoziazione. Rubin Brown nel 1975 la definisce ‘processo di risoluzione di un conflitto tra due o più soggetti in cui si cerca di stabilire cosa ognuno dovrebbe dare e ricevere in una transizione specifica finalizzata al raggiungimento di un accordo mutuamente vantaggioso’.

Sono arrivata alla conclusione che la negoziazione sia davvero l’unica alternativa possibile con i figli adolescenti, soprattutto se provvisti di carattere deciso, chiuso, forte e sensibile allo stesso tempo. Ma direi che è una modalità valida sempre.

Essere convocati dopo neanche un mese di scuola e scoprire altri 10 genitori lì per lo stesso motivo certamente è quanto meno consolatorio.

Il problema che mi pongo è semmai quello di capire se 11 ragazzi ‘irrequieti’ che disturbano a mo di branco in una classe di 26 (di cui solo 5 femmine) possa essere facilmente risolvibile con un richiamo genitoriale.

Le punizioni, dolente tasto. Molti di questi genitori sono usciti da quella riunione, commentando cose spiacevoli nei riguardi di questi ragazzi con minacce di ritorsioni, ricatti, punizioni, privazioni e chi più ne ha più ne metta.

Mi domando sono forse fuori io allora dal mondo se penso che ad una azione corrisponde una conseguenza logica che esula dal togliere lo sport, le uscite o quel che volete?
Quanto sulla lunga distanza potrà essere davvero educativo chiudere in casa un ragazzo piuttosto che fargli comprendere che la conseguenza logica ad un siffatto comportamento sarà la sua eventuale bocciatura, ghettizzazione, o semplicemente l’essere l’ultimo della classe?

Non me lo toglie nessuno dalla testa che se il mio secondogenito prova idiosincrasia per il latino non sia dovuto a quella volta, in primo liceo, in cui per ‘educazione’, ‘rispetto’, ‘principio’, per ‘dovere’ per ‘responsabilità’ l’ho fatto alzare all’una di notte perché mi ero accorta che non aveva fatto una versione di latino costringendolo fino alle tre a portare a termine il suo compito. Certo sul momento ho risolto il problema, è andato a scuola con il compito fatto, ma alla lunga? Non avrò alimentato in lui questa angoscia del latino che si porta dietro ormai da 3 anni?

S.J.

20111007-001815.jpgSono giorni che cerco una ispirazione per scrivere un articolo. Sono giorni che cerco un’idea giusta, e non perché la vita quotidiana non me ne offra, intendiamoci, di argomenti per scrivere, con 5 figli potrei davvero riempire pagine e pagine di blog.

La spinta motivazionale probabilmente manca, ed oggi ecco che accade quello che era previsto, probabilmente da molti, che sconvolge il mondo della tecnologia e non solo: la morte di Steve Jobs l’uomo che ha reso possibile una idea.

Steve Jobs è l’IDEA. Il sogno realizzato, la passione e la possibilità di vedere il mondo dalla stessa direzione.
Non potevo non prendere in mano il mio ipad e scrivere qualcosa per ricordarlo!
Non servono tante parole ne bastano 4:

Stay hungry stay foolish!

Ore 7.30 (la scuola inizia alle ore 8.00)

F: mamma mi servirebbe una matita 3h, fogli lisci A4 e un compasso.
Mamma: Per quando?
F: per oggi

Tanti auguri

Oggi Yuyu compie 5 anni. Una giornata da ricordare in bene e in ‘male’

20110911-120711.jpg

Articoli precedenti »

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.