Per punire bastano pochi secondi, per educare ci vuole tempo.
Sembra una banalità ma non è affatto così scontato. Implica saper trasformare una “trasgressione” del figlio in occasione educativa per recuperare ad esempio il significato ed il valore di una regola.
Serve davvero una punizione? Indubbiamente è la via più facile da percorrere ma, se sul momento sembra avere presa, sulla distanza non da quei risultati sperati ovvero di comprensione della regola trasgredita.
E allora? Cosa fare? Dipende dall’età del “trasgressore”, dalla consistenza della regola trasgredita ed anche il modo in cui è stata trasgredita.
Non c’è una modalità standard da tirare fuori dal cilindro nel momento del bisogno valida per tutti.
Magari ci fosse un libretto di istruzioni quando si diventa genitori!!!
Ed ecco che buon senso e conoscenze specifiche in tema di genitorialità, ci vengono in aiuto.
Però ci sono cose che secondo me non si fanno, punto e basta.
“Mi ha mancato di rispetto ed io gli mollo un bel ceffone così se lo ricorda”.
Questo ho sentito dire da una conoscente parlando di suo figlio di 15 anni.
E’ vero a volte le mani prudono, ti sfiniscono a tal punto da farti perdere la brocca, ma mollare un ceffone per far capire che non si manca di rispetto al genitore, per me vale esattamente quanto l’offesa fatta dal figlio.
Mollare un ceffone è mancare di rispetto nella stessa maniera.
Quale è la differenza? Nei ruoli?
Non mi convincerà nessuno che l’educazione passi attraverso ceffoni e punizioni, non da una certa età in poi quando il dialogo, le regole condivise diventano basilari per una sana convivenza e per una sana crescita di coloro che un domani saranno futuri padri e future madri.
Ma in generale non mi piace parlare di punizione, preferisco pensare ad una conseguenza di una certa azione che comunque deve nascere all’interno delle dinamiche familiari, di una quotidianità da cui scaturisce la regola, che non è uguale in tutte le famiglie.
Non mi sta portando da nessuna parte questo mio modo di pensare con conseguente agire, ma sono straconvinta che si tratti solo di tempi.
E’ che i tempi di noi genitori non coincidono mai con quelli dei figli, per cui per raccogliere i risultati della nostra semina spesso non basta una vita!










Eppure io un po’ di rimorso per averla messa in punizione ce l’ho… però lei ha subito detto che era stanca e che della festa non le importava.
Le ho proposto un baratto: la cancellazione della punizione in cambio della pulizia della sua stanza. Ha fatto spallucce, mi ha detto che sono una cravattara e si è messa a dormire.
Solo la sera, rialzandosi, ha attaccato la solfa di quanto ingiusto sia stato punirla.
Mia figlia è specializzata a farmi sentire piccola così, e i tuoi?
Uno in particolare riesce a rigirarsi le cose da farmi sentire sempre in colpa e ingiusta nei suoi confronti.
Poi però quando lo pizzico in grave difetto allora abbassa le spallucce lui…..
ma quanto è dura.
oltretutto mi preoccupa molto e purtroppo a causa delle sue tante bugie in passato mi rendo conto di essere verso di lui prevenuta e questo non facilita le cose tra noi!!!!!
In genere una punizione non è mai adeguata nel senso che di solito non c’entra niente con il motivo da cui è scaturita….ecco perché loro la trovano ingiusta e onestamente la penso come loro, ma non dirlo ai miei figli
Mia figlia credo che di bugie non ne abbia mai dette, come non ha mai detto una brutta parola, veramente sono una madre degenere a lamentarmene: però certe volte ha una spoccha, ma una spocchia… lei è superiore, lei sa, lei scialla, se ne infischia di quello che dicono i genitori (la genitrice, actually), e quindi hai ragione, la puntizione non si dà mai per il fatto in sé, ma per un cumulo di fattori.
Nel mio caso, per il cumulo di fiato sprecato, di attaggiamento strafottente. E va bè, siamo nella famosa fase in cui lui la madre non capisce niente: la ricordi la barzelletta? Si passa dal “mamma sa tutto” al “mamma sa quasi tutto”, fino alla fase attuale, “mamma non capisce niente”, per tornare poi finalmente, in età adulta, al “chiederò consiglio alla mamma”.
PS. Oggi è di migliore umore.
Sono ingiuste le punizioni?
Quando mio figlio e’ prepotente, non rispetta le regole della casa,fa arrabbiare la sorella…….. ecc (fce ne sarebbero tante )
dopo ennesimi tentativi di dialogo ,al primo fattaccio eclatante, la punizione e’ assicurata……..
Non risolvo, lo so bene , sarebbe troppo facile e veloce, ma non
possiamo non segnalare il compofrtamento negativo.
Certo e’ anche questione di eta’, Davide ha 8 anni e una testa dura!
Gli diciamo che la differenza tra un bambino buono e uno cattivo e’ che il primo ascolta e ubbidisce i genitori, il secondo non ubbidisce subito ma prende prima le punizione e poi ubbidisce………..conviene????????
Che fatica col figlio maschio….!!!!!!!!!
Beh, mi dispiace, non sono d’accordo. Un bambino buono è un bambino che non fa del male agli altri, che li rispetta, che non li fa soffrire, non uno che ubbidisce.
I peggiori crimini sono stati commessi da persone che “obbedivano agli ordini”, e popoli interi sono stati salvati da “disobbedienti”.
Io non ho insegnato a mia figlia a ubbidire, e ne sono fiera. Le ho insegnato a rispettare le gerarchie, finché questo non è in contrasto col suo codice morale. Le ho insegnato a rispettare gli adulti, finché questi rispettano lei.
Crescere una persona che agisce e obbedisce in virtù (?) delle punizioni significa crescere una pecora, uno portato ai sotterfugi, un represso.
No cara, iole, non sono d’accordo.
sono in pieno accordo con diemme, distinguere un bambino buono da uno cattivo solo dall’ubbidienza è più che riduttivo è appunto non corretto.
Segnalare un comportamento negativo è più che doveroso e al limite avere una conseguenza (a mio avviso è più giusto parlare di conseguenza che di punizione) rispetto ad un comportamento negativo è più che giusto, ma la regola trasgredita e la relativa conseguenza deve a mio avviso essere condivisa da tutti e stabilita a priori.
E comunque mai identificare la scorrettezza con la persona. Un conto è la persona un conto è il suo comportamento che va contrastato se merita.
So che è difficile ma secondo me è la via migliore per evitare cose peggiori con il crescere dei figli, e per peggiori non intendo solo trasgressioni maggiori, ma anche autostima, sicurezza di sé ecc. ecc.
Mi fa piacere che trovo viva voce nelle risposte, ma mi dispiace non essermi espressa come volevo.
Non vorrei mai un bambino soldatino(e vi assicuro che anche se volessi , con i ragazzi di oggi sarebbe impossibile…)
Ho punito Davide perche’ dopo continue raccomandazioni ,,scrive male (potrebbe essere un’espressione del momento…)ma vfi assicuro che non si capiscono le parole, quando gli chiedo di leggere non ci riesce neanche lui! Tornato da scuola , gli ho fatto riscrivere tutta la pagina, e vi assicuro che la calligrafia era perfetta! Lo so che non ho risolto il problema, ma per lo meno lascio una traccia…
Io rispetto il suo modo di eprimersi ,e’bravo a scuola , ma non vuole perdere tempo in ” disegnini e ricami” ; mi puo’ anche stare bene,ma avere una pessima calligrafia significa non farsi capire dagli altri!Sono d’accordo sulle cafratteristiche del bambino buono . Non userei mai una punizione per educarli alla morale, quello e’ tutto un altro discorso, molto piu’ lento e delicato! Qualche giorno fa Francesca(scuole medie) mi ha raccontato che (con la sua dilcezza e i suoi sorrisi) ha fatto notare alla vice preside , che l’ha tartassata nonche’ maltrattata durante una manifetsazione importante, spinta dall’ansia di fare bella figura!
Sono stata molto contenta, e’ importante (in questo caso difficile) riuscire ad evidenziare un comportamento negativo di un adulto; ti aiuta a crescere credendo in te stessa e diventare parte attiva del sociale , qualunque sia.
grazie, a presto
Sai che ti dico? Che Davide mi è proprio simpatico! Un vero uomo, bravo a scuola, perché la testa ce l’ha, ma non la impegna in ricamini e ghirigori.
Se volesse potrebbe farlo. Quando vuole può farlo (come ti ha dimostrato).
Però non vuole.
Complimenti anche a Francesca!
(Eh sì, pure maltrattare gli altri per placare la nostra ansia da prestazione è un costume diffuso: quanta gente prende a bastonate il prossimo per far vedere che si dà da fare e ci mette impegno!
ciao …
mi intrometto …
da mamma di una bimba di soli quattro anni la strada è ancora lunga … pertanto faccio tesoro di tutto quello che ho letto e che leggerò ! quante verità ! sarebbe bello riuscire a ricordarsi di ogni sfumatura al momento opportuno ! Io già adesso , vuoi per stanchezza , per stress accumulato sul lavoro , o perchè mi gira storta, a volte mi ritrovo ad “urlare” per delle cavolate … quando basterebbe molto meno per aggiustare il tiro …. chissà se negli anni a venire sarò capace di trovare il “metodo” che mi/ci consenta di comunicare , almeno nella maggior parte dei casi ….
quanta verità hai detto ma son convinta che sei già a buon punto, l’importante è sapere che c’è tanto da imparare e non smettere mai di mettersi in discussione con i figli è una crescita continua!!!!!
E’ un magnifico viaggio da fare vicino a loro!!
Non ti ho dato il benvenuto qui ma sono contenta che ci sei e che contribuisci alla crescita di questo spazio
Grazie !
)
non riesco ad essere sempre attiva e presente come vorrei ma mi impegnerò !!!
a presto allora !
si io metto in ‘punizione’….quando non ho più chance, non so più come fare per migliorare la situazione!
certo, come conseguenza di un comportamento negativo, ma anche come ‘momento dove il figlio deve riflettere su quello che andrebbe fatto e non fa’ !!
non vi dico però quanta rabbia mi sale…perchè mi dispiace forse più a me ‘togliere’ o ‘non concedere’ ! ed ho capito che il trucco è non fargli capire la nostra lotta interna… essere pacati e sereni e fermi….funzionerà? bah almeno non si alzano i toni e si riesce a contenere di più!
con il primo figlio sfogavo di più la disperazione e ci sono stati dei brutti momenti….
oggi invece è finita la settimana in cui il secondo figlio si è ‘giocata’ la palestra (a cui tiene moltissimo), ma pur avendomi vista proprio ‘nera’ poco fa, mi è venuto accanto e mi ha abbracciato!!!!!
non canto vittoria, figurarsi…la ‘punizione’ è stata inflitta sabato pomeriggio per come poco si dava da fare con lo studio …oggi, nonostante i programmi fatti, il padre lo ha trovato davanti alla tv!!! che dire…che è maschio?