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Archive for the ‘L'amicizia e l'amore’ Category

20130720-134635.jpgDue sedie, vuote. Disposte trasversalmente l’una rispetto all’altra.
La sedia di Van Gogh, in legno e paglia giallo fieno è su un pavimento di mattoni rossi, in stile povero, modesta alla luce del giorno.
La sedia di Gauguin, rosso e verde, più ricercata con i manici, e sembrerebbe più confortevole, si trova nella penombra notturna.
Le due sedie si guardano, comunicano e sembrano costituire una unità.
Allo stesso tempo potrebbero darsi le spalle, essere il giorno e la notte e non avere nessuna relazione.
Sopra di esse oggetti quotidiani, pronti all’uso di chi, stanco, si siederà per riposare. Oggetti che segnano una presenza di solitudine, la presenza/assenza di una amicizia vera tra i due artisti.
In questo senso la sedia vuota diventa metafora di abbandono.
Il forte legame che unisce i due artisti, rottosi con la partenza di Gauguin e con il crollo nervoso di Van Gogh, è visibilmente reso angoscioso dal “suo posto vuoto”.
Il posto vuoto è il segno di una profonda ferita che diventa il riflesso della propria esistenza personale, che si compirà fino alla follia del suicidio.
Ho sempre amato l’arte e la sua profonda, intima e nascosta mediazione con la realtà.
Ogni “racconto”, che può essere un quadro, una scultura, una litografia, uno schizzo…… non è mai a caso. Parte dall’animo, dal profondo, e spesso, come nel caso di Van Gogh, dal tentativo di medicare ferite interiori.
Ecco perché una grande opera nasce quasi sempre da un sofferenza, che sia fisica, interiore, psicologica, dell’anima, o d’amore.

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20130524-211730.jpgEducare alla sessualità significa educare alla vita. Ecco perché nel momento in cui ci chiediamo quando iniziare a parlerne con i figli, in genere è già troppo tardi.
Alcune riflessioni sulle LNM

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Direi che anche per C. è giunto il momento della pre-adolescenza.
Sarà che è la quarta figlia, ma a me sembra che  più si va avanti e più si anticipano i tempi.

La piccola di casa è sempre stata abituata a cavarsela da sola, avere tre fratelli più grandi ti costringe, soprattutto se quello più vicino a te ti tormenta ogni giorno, a tirare fuori energie e unghie per districarti da sola tra le insidie fraterne!

Di carattere è molto solare, generosa, altruista e sensibile, in una parola “creativa”, in tutti i sensi dal tirar fuori un’idea dal nulla al chiacchierare di continuo senza sosta.

A scuola non deve essere facile avere a che fare con lei, sempre tra le nuvole, super distratta a pensare alle sue idee e, naturalmente, gran chiacchierona!

Cosa è successo?
ha riportato una nota perché ha strappato un compito di un compagno.
Naturalmente c’è sempre una spiegazione a certi comportamenti, ed anche se la prof, dall’alto della sua istituzione non l’ha ascoltata per niente, come genitore mi sono preoccupata di capire cosa fosse successo.

Un compagno la stava infastidendo tirandogli pezzi di carta al suo banco, esausta ha preso il primo foglio sul banco del compagno e l’ha buttato nel cestino strappandolo, non sapendo che quello che aveva cestinato era un compito fatto in classe.

Naturalmente l’ho rimproverata cercando di farle capire che non si può far giustizia da soli anche se a ragione. Avrebbe dovuto rivolgersi all’adulto di turno per manifestare il comportamento  del compagno che la stava infastidendo.

Mi chiederete cosa c’entra tutto questo con l’ingresso nella preadolescenza?
Niente.

Il fatto grave, e connesso all’argomento, è che ha cercato di falsificare la firma sulla nota.

Non c’è riuscita e suo malgrado, cercando di nascondere questo suo tentativo riuscito malamente e  pertanto evidente, ci ha presentato la nota.

L’ho ridotta un pizzico, prima di ogni cosa c’è stata la sorpresa, poi la delusione e poi naturalmente il ridimensionamento del tutto.

Pertanto alla fine sull’uscio di casa, l’ho abbracciata forte, e lei si è sciolta in un pianto, le ho detto che era tutto a posto, che sta crescendo e che è abbastanza normale.

Con le lacrime agli occhi mi ha risposto che non è normale cercare di firmare al posto dei propri genitori e mi ha chiesto perdono.

Naturalmente l’ho abbracciata di nuovo e l’ho rassicurata ulteriormente che il mio “perdono” c’era, che sta crescendo, che i suoi fratelli l’hanno fatto prima di lei, ma che naturalmente non deve accadere di più e che deve fidarsi maggiormente dei suoi genitori!!!

Ora a mente fredda posso dire che sono contenta che sia successo ora, alla sua età, ancora fuori dalla logica della malizia, perché questo mi da la certezza che abbia capito che non c’è alcun bisogno di nascondere un problema, ma che lo stesso va affrontato e risolto senza aggirarlo.

Mi rimane l’amaro in bocca per il poco tempo che c’è stato per continuare a parlarne, ma soprattutto per farle capire che era tutto a posto, soprattutto pensando a quanto sia difficile trovare conforto, e comprensione dall’altra parte della barricata, ovvero dalla parte dei professori, che hanno tutta la mia comprensione, ma che spesso sono troppo attenti a che tutto “funzioni” alla perfezione per soffermarsi a capire i “perché” accadono certi fatti, perché non tutti i ragazzi sono uguali e qualcuno, sensibile come C., senza un genitore dietro a capire veramente la situazione, potrebbe reagire come quel bambino che si è tolto la vita a 12 anni per una delusione!

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/195054_si_uccide_a_12_anni_e_lascia_una_letteracari_genitori_non__colpa_vostra/

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Che ne dici? ci vediamo domani sera?
Le migliori serate sono quelle improvvisate non c’è dubbio, senza troppe organizzazioni.
Ti va si, altrimenti si va oltre.

E’ in questo modo che è nata la serata dell’altro ieri sera, un sms, una risposta via mail e una telefonata per chiarire il luogo e l’ora dell’appuntamento.

E’ proprio così che ho incontrato per la prima volta Ifigenia!

Una piacevole serata passata a chiacchierare di blog, di mondi virtuali, di amicizie, di incontri e di scontri, di figli e di passioni…..praticamente di vita.

Non si capisce quale meccanismo ci sia dietro a questi incontri, ma la sensazione che si ha è quella di stare con una amica di sempre!

Nessun imbarazzo, nessuna maschera da primo incontro. La frequentazione virtuale diventa la miglior garanzia, può sembrare una contraddizione eppure la distanza è accorciata da una frequentazione quotidiana via internet che spesso nemmeno con la migllior amica reale si può avere.

Certo non si può scambiare tutto ciò che si ha nella vita reale con ciò che si potrebbe avere con il virtuale, ma annullare le distanze per una sera, e magari per altre sere in futuro perché no?

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Riprendo un post dall’altro blog a me caro:

Ama e fa ciò che vuoi

intesa dall’autore come un’esortazione alla responsabilità per il bene degli altri, nel commentare un passo di Giovanni

(…) non bisogna considerare che cosa fa l’uomo ma con quale animo e con quale volontà lo faccia. (…)
Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto:
ama e fa’ ciò che vuoi;
sia che tu taccia, taci per amore;
sia che tu parli, parla per amore;
sia che tu corregga, correggi per amore;
sia che perdoni, perdona per amore;
sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene.

S. Agostino

Una frase che ricorre spesso nei miei pensieri e non appunto per scusare tutto quello che faccio. “Ama e fa ciò che vuoi” non vuol dire fare quello che mi piace a scapito degli altri, o magari per capriccio….

E’ pur vero che è da quando sono mamma che cerco di applicare, sul serio, questo insegnamento, che mi fu dato tanti anni fa da una persona per me speciale.

Non è facile seguirlo nel giusto intento perché questo valore di vita, che è l’amore per l’altro senza condizioni, amare l’altro per come è, e non per come lo si vorrebbe (soprattutto quando si tratta di figli), nasconde un tranello, quello di farci sentire “superiori”, più “buoni”, più “bravi”, “portatori unici di verità”, in una sola parola “migliori”!!!!

Come fare a capire quando si cade in equivoco????

E’ questo il problema non sempre ci si riesce e così a volte mentre  pensiamo che stiamo agendo per il meglio dell’altro, è il momento che sbagliamo tutto, perché ci vuole onestà intellettuale, morale, etica, politica ecc. ecc.per riconoscere davvero la radice d’amore nei nostri atti e purtroppo questo dono non mi appartiene.!!!

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Non ci siamo viste per tutto il giorno, la mattina lei a scuola, il pomeriggio io a scuola, quando torno lei non c’è, è uscita e così quando rientra mi viene naturale chiederle:

mamma: Ciao tesoro, come stai?  Come hai passato la giornata?

figlia: Bene, siamo stati a Ponte Milvio, stiamo ancora insieme ma presto ci lasceremo, ma scialla mamma!!!

Esempio di tipica comunicazione breve ed essenziale.

Questione di punti di vista.

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Un titolo un po’  forte visto l’argomento per cui l’ho pensato. Ma ci sta tutto.

Quando gli ex ritornano forse era più appropriato, visto che sia la prima figlia che il secondo figlio, hanno riallacciato rapporti con chi è stata/o causa delle loro sofferenze, che, soprattutto nel caso del maschio, è stata molto forte.

Si è vero sono cresciuti anche a motivo di queste sofferenze d’amore, come hanno tenuto a precisare, che alla loro età, sono totalizzanti.

Che dire? Speriamo davvero che sappiano gestire al meglio questo ritorno, perché tutti e due la prima volta ci hanno rimesso, mi dispiacerebbe che toccasse loro una seconda volta, perché le delusioni d’amore sono inevitabili, ma due di seguito con gli stessi ragazzi/e, sarebbe davvero troppo considerando la loro giovane età!

Cerco di non giudicare e di rimanere a fianco a loro mordendomi la lingua per non dire quello che penso realmente di questi ritorni, che implicherebbe un giudizio nei confronti degli ex e una mancanza di fiducia, nella gestione del rapporto, nei riguardi dei miei figli.

E’ dura, ma sono consapevole che osservare da spettatore, senza intromissioni, sia per ora (il beneficio del dubbio e una seconda possibilità si da a tutti) il miglior atteggiamento che io possa avere per evitare che “nascondino” o peggio che siano “costretti” a mentire per non ferirmi!

Non c’è un attimo di pace con i figli adolescenti, è forse questo il bello di questa età?

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