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Posts Tagged ‘regole’

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Più i figli crescono e più la condivisione dellle regole diventa l’elemento centrale che sta alla base di una buona convivenza.
Una sana partecipazione collaborativa tra i vari membri della famiglia è uno tra gli obiettivi che ci dobbiamo porre come educatori.
In casa nostra a grandi linee, funziona nel modo seguente:
– per prima cosa si indice una ‘riunione di famiglia’, in cui si espone quello che si ritiene essere il problema (nel nostro caso, per esempio, troppo tempo speso davanti al computer);
– si mettono in comune le motivazioni che hanno portato alla riflessione (e quindi si evidenzia il fatto che siamo sempre nervosi, comunichiamo sempre meno, il rendimento scolastico è, in generale, scarso);
– si evidenziano gli obiettivi che si ritiene opportuno raggiungere (meno nervosismo, migliore cimunicazione e migliori risultati scolastici);
– si chiede aiuto a tutti, proponendo di contribuire con delle idee, per stabilire nuove refole condivise, e il metodo giusto oer mantenerle (autoregolamentare l’uso del computer con un tempo stabilito, per esempio scandito da una sveglia…).

Non è affatto scontato che quello che si stabilisce venga poi rispettato, ma l’occasione che ne scaturisce diventa comunque un momento di condivisione forte che fa crescere la famiglia.

articolo pubblocato su lenuovemamme.it

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20130301-090137.jpgPunizione ed educazione. Ne abbiamo già parlato, ne parlo anche nel libro. Non sono cambiate le regole per me, anche se la sfiducia che certi giorni ti assale ti mette in crisi: ma davvero la bella teoria coincide con la pratica? Quando vedrò i risultati di questa semina? E se invece stessi sbagliando tutto?

Ne parlo qui tra le pagine delle LE NUOVE MAMME

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In uno dei tanti corsi seguiti sulla genitorialità, c’è stato un incontro molto bello dove si è parlato di

permessi/divieti
autorizzazioni/ordini
bisogni/desideri

Soddisfare il vero bisogno (ho sonno) o soddisfare il desiderio (un letto)?

A volte c’è proprio bisogno che il desiderio (“materiale”, come ad esempio voglio uno zaino alla moda) coincidi con il bisogno, per soddisfare magari un momento negativo dell’adolescente che ha bisogno di sentirsi come gli altri, e quindi fare una eccezione che confermi la regola.

Ma quanto bisogno c’è nel desiderare qualcosa riferito al “materiale”?

Quello che ho capito, anche frequentando il corso, è che bisogna soddisfare principalmente il bisogno, perché la maggior parte delle volte è quello che richiedono i nostri figli, anche se mai esplicitamente, mentre senza volerlo, per troppo amore, per stanchezza, per ……….. tendiamo a soddisfare il desiderio che spesso coincide con quello nostro, rispetto al problema sollevato, quasi mai alla reale necessità di chi ce lo richiede!!!

Certo a volte la “regola” può essere appunto trasgredita, la difficoltà semmai è capire quando questa trasgressione risulti davvero poi positiva in itinere.

Se per i bambini piccoli, che non sanno esprimere i loro bisogno verbalmente, vale una decodifica giusta da parte dell’adulto (ha fame-piange; gli do da mangiare), tanto più con gli adolescenti che si sanno, si esprimere verbalmente, ma che difficilmente riescono a capire se stessi, figuriamoci i loro bisogni.

Quante volte mia figlia passa dallo stato di estasti al pianto profondo nel giro di due minuti, tipico dell’età, dal non mi ama nessuno al come sono felice!!!

Non sanno mai quale sia il loro bisogno reale, vanno per desideri (del motorino, delle chiavi di casa, dell’uscire la sera fino a tardi ecc. ecc.) che spesso coincidono con un reale bisogno (torna a casa prima di me; va a sport lontanissimo gli piace tanto è bene che sia indipendente ecc. ecc.).

Il punto è capire quando le due componenti coincidono veramente e giustificano il desiderio assecondato.

Spesso noi genitori per pigrizia, per troppo amore, per ecc. ecc. appunto assecondiamo subito i loro desideri senza ragionar sul serio se rispondono al vero e reale bisogno del momento. Spesso sono innocui ma altre volte invece possono essere solo giustificazioni a “capricci” di adolescente (che è capace di darti una spiegazione più che logica al suo desiderio, facendoti sentire un genitore davvero di mer….a) e magari ritorcersi contro.

Occorrerebbe individuare i bisogni del “qui e ora”. Troppo spesso noi, almeno io, siamo portati, di fronte ad una situazione qualsiasi, a guardare più avanti, dando non risposte ai bisogni reali del momento, ma andando oltre, deludendo i figli con il risultato di chiuderli ancor di più.

Quando uno piange tu vedi la tristezza. Ma quale è il suo reale bisogno? La consolazione. In quel momento sentirsi dire “non piangere” o “che piangi a fare” non risponde al bisogno nascosto.

Insomma è molto molto complicato.

Per cui tornando alla domanda iniziale, quando non è possibile che le due componenti coincidano,  è meglio soddisfare il bisogno o il desiderio?

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